Ognuno di noi nella propria vita attraversa un periodo in cui avverte
il bisogno di scrivere ciò che il proprio cuore sente. E' successo anche a me,
tanto tempo fa, e così ho scritto quelle che chiamo poesie ma che sono solo
sensazioni, stati d'animo del momento in cui sono stati scritti.
Sono rimaste per anni sul fondo di un cassetto, dimenticate, ed ora sono qui.








Il tempo si è fermato

Le mie giornate
illuminate dal buio
piene di assordante silenzio
riscaldate dal freddo dei ricordi
passano lente.
L'orologio segna le ore,
il cuore segue il ritmo,
batte, batte, batte......
il tempo si è fermato.


Esortazione

In questa vita, solitudine
non mi resta che stare con te,
attendo alla tua ombra
e scaccio paure ed esitazione.
Da te sorgono speranze e ambizioni
mentre guardo al tempo passato
agli anni che il domani ha perduto
consumando e distruggendo
presente futuro e passato.
Ma il tempo è il tempo
e il tempo corre via
e dunque viviamo per quanto possiamo.
Affrettiamoci a cogliere gli attimi
che con tristezza poi languiranno.
Se i nostri giorni d'amore sono pochi
facciamo che siano eterni,
ciò che non cogliamo
il tempo non ce lo renderà.









Il Tempo è il Tempo

Cammino per le strade della mia città,
il mio cuore è preparato a incontrare altri visi
ma il cuore èoppresso da grande tristezza.
Le cose del passato non tornano piu',
ciò che è stato piu' non sarà,
ma proprio perchè so che il tempo è il tempo
e lo spazio è sempre solo spazio
e che le cose durano un solo tempo
e per uno spazio solo,
io godo che tutto sia stato come è stato.

Tempesta

E' notte,
una musica malinconica accompagna la lenta pioggia,
rotmiche le gocce lasciano sui vetri sporchi
ferite di diamante.
La loro canzone sveglia l'anima mia addormentata,
tendo l'orecchio al passato
ascolto i tempi futuri che avanzano.
Dal passato si innalzano i lamenti,
nel futuro rimbombano i perchè,
si avvicina la tempesta ed io l'attendo,
le andrò incontro e niente mi bloccherà.















Crepuscolo

Corre l'auto sull'asfalto,
dolce musica il rombo del motore,
la sera scende sul mondo.
ai bordi della strada gli alberi impazziti
fuggono via veloci.
Saette solcano il cielo,
le nubi lottano tra loro
per la conquista di un lembo ancora libero
che disperatamente cerca di conservare la sua libertà.
La Fine

Un attimo infinito,
lo stare con te,
ma poi arriva la fine
e il silenzio ci avvolge.
Sperare? Aspettare?
Perchè? Per cosa?
Viviamo nel niente.
E vivendo moriamo.


La Fantasia

La fantasia
ti porta lontano
ti rende libero e pronto a lottare,
nulla può trattenerla...
vola leggera ulle ali del vento,
ti porta con se lontano nel tempo, ha il volto di un bimbo,
la voce di un grillo
è l'unica a darti la felicità.


















Luminosa negazione dell'assenza

Non piu' dolore nè bisogno di ansimare in cerca d'aria,
vestita di silenzio, tra le braccia del buio,
soltanto una conoscenza, una semplice consapevolezza,
non di un nome... non di un volto...
non di cose presenti o ricordi del passato,
non di questo o di quel luogo:
luogo alcuno non c'é, né volti.... né nomi,
solo un'esistenza la cui unica dimensione
é conoscenza di essere senza nulla,
senza alcun possesso e sola.
Conoscenza di una totale assenza,
di una torturante privazione
cosciente solo della propria fame
insaziabile fame di qualcosa
esistente solo nella sua negazione.
Aumenta l'insaziabilità e freneticamente
si prolunga nell’assenza di una disperata eternità,
in un’esistenza dotata di un’unica dimensione.
Un attimo, un solo attimo infinito,
questa esistenza è spinta in un’altra dimensione
e l’eterno cessa di essere eterno,
quella cosa entro la quale
la consapevolezza dell’assenza conosce sé stessa,
quella cosa che la racchiude e compenetra
non è più un’assenza,
è ora presenza di un’altra consapevolezza.
La consapevolezza dell’assenza
non è più conoscenza di sé stessa,
diviene conoscenza di essere conosciuta.
All’inizio l’oscurità avvolge tutto,
ma pian piano si dilegua e scopre
ben luminosa una consapevolezza di luce:
luce della conoscenza di essere conosciuta
e l’ansia trova pace,
la fame soddisfazione,
non è assenza, ma negazione luminosa dell’assenza…
non disperazione, ma pacata beatitudine…….





Istantaneo stupore ribelle

Seduta in un vuoto del tempo
Sulle sponde di uno stagno di bianco silenzio,
dove il giorno scompare adagio
portando la sera sulle spalle
e il vento svolta l’angolo sorprendendo la notte,
dove il sogno inciampa nella cruda realtà,
vedo che ogni cosa trova il vuoto
mentre cerca il suo naturale sentiero.
Dolore di vuoti è nell’aria senza gente
e negli occhi creature vestite di nudo,
mondo solo, alba no, fessura nella notte,
favola inerte, carne viva, non domani,
non speranza possibile di amori sfogliati…
solo dolore,
una piccola infinita bruciatura
negli occhi innocenti dei sistemi,
una capsula d’aria ove tutto fa male,
uno spazio vivo che urla pazzo alla luce.
Sorge improvvisa la ribellione,
nessuno berrà il mio sangue,
non voglio né mondo né sogno
ma solo la mia libertà,
il mio amore umano
nel più buio angolo di vento
da tutti aberrato,
libertà di ridere, piangere, amare,
urlare il mio nome uccidendo la beffa,
negando la suggestione della parola.
Basta con i muti vuoti, la nostalgia accademica,
il silenzio stridente dei treni supini nelle carni,
i cieli senz’uscita per la fine dell’infinito.
Smettano pure i vuoti di girare vorticosamente
conservando profili tranquilli
tracciati nell’istantaneo dolore di luna
fra i gruppi di silenzi fermi agli angoli
coperti di sudore di neve.
Ritroverò infine la vita perduta vivendo
e l’anima piegata dalla droga del ricordo
uscirà di mano al tempo,
non più incapace di avanzare,
non più timorosa della calda realtà,
non più negatrice del sangue,
ombra della sua stessa ombra,
fantasma delle sue tenebre.





Settembre

Crudele mese settembre
risveglia i sensi confondendo
memorie e desideri repressi.
Bambini più non siamo
ed un cumulo di infrante immagini
è nostro solo ed unico bagaglio:
un mare di luci ai nostri piedi,
un fiume in serena paurosa quiete,
una margherita, una dolce canzone,
bottiglie piene e poi svuotate,
bicchieri rovesciati e piatti sporchi,
una porta che si chiude e non si apre,
un divano e due poltrone,
magici intrecci e pazze risate,
un addio, un treno, una lacrima
e poi…….
Nient’altro che fredde parole



Realtà sognata

Mi destai all’alba un dì,
negli occhi frammenti di sogno
mentre il sonno fuggiva lontano.
Mi affacciai alla finestra
e vidi il mondo dinanzi a me…
alberi case strade deserte……
L’orizzonte svaniva pian piano
ed il suo posto prendeva un altro mondo.
Ad un’altra finestra ero affacciata
Altre visioni davanti a me.:
nuvole scure salivano dai monti,
pioggia cadeva sul nero asfalto,
non alberi ma solo case.
Ma quella finestra non era la mia
e quella casa la mia casa non era,
quella vita non era questa vita
e quella donna non sono più io.





vetrina
VETRINA